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 | Aborym Generator Season Of Mist / Audioglobe 2006
Autore: matma Letta: 2052 volte Sito Ufficiale: http://www.aborym.net Il Nostro Voto: 9.5
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Devo dire la verità, per questo aggiornamento di Febbraio ero un po' indeciso su quale disco mettere come Top Album, poi ho ricevuto il promo del nuovo Aborym, l'ho ascoltato 10 secondi e non ho più avuto dubbio alcuno. La band romana capitanata dall'inossidabile Malfeitor Fabban di strada ne ha fatta parecchia dalla sua fondazione 14 anni orsono, passando per quel primo "Kali Yuga Bizarre" di 7 anni fa, fino ad arrivare oggi al quarto album ufficiale, il primo per Season Of Mist dopo il trascorso con la Code666, che vede non poche novità in seno alla band sia dal punto di vista della line-up che di quello squisitamente musicale.
Tornato con i Mayhem, il singer Attila Csihar (qualcuno di voi lo conosce?) ha lasciato il posto negli Aborym vacante, ma il suo successore, pur con qualità evidentemente differenti, non lo fa rimpiangere a mio modo di vedere; sto parlando dell'ex Mysticum Prime Evil, colui che registrò le parti di chitarra di un certo "In The Streams Of Inferno", album oserei dire fondamentale e per un certo verso precursore dei tempi, dove già nel lontano 1996 venivano provate le prime contaminazioni elettroniche in campo Black Metal. Consiglio di approfondire l'argomento Mysticum se interessati... L'altra novità, forse più importante ancora di quella dietro al microfono, si sintetizza con il nome di Bård G. Eithun, aka Faust, ex drummer degli Emperor ed ora ai servigi degli scadenti Scum, che prende il posto fisso dietro ai tamburi, tamburi che nel passato gli Aborym avevano sintetizzato con l'ausilio di drum machine non utilizzando un batterista vero. Ebbene per questo nuovo album le parti di batteria sono state registrate interamente da Faust, senz'altro la novità potrà interessare molto i puristi del genere che magari non avevano apprezzato in passato la sezione ritmica troppo digitale del combo nostrano. Malfeitor Fabban e Nysrok Infernalien restano i membri già conosciuti della band, rispettivamente al basso / backing vocals e alle chitarre / synth.
La novità dal punto di vista musicale è che i Nostri hanno abbandonato leggermente gli estremismi sintetici degli ultimi lavori, in particolare del precedente "With No Human Intervention" a favore di un Black Metal più "canonico" (prendete questo termine con le molle... Stiamo sempre parlando degli Aborym in fondo...), tralasciando le tracce interamente industrial / ambient ed elaborando invece in sole 9 tracce (poche rispetto alle 14 del predecessore) il passato e il presente, rendendo ogni passaggio saturo di malvagità ancestrale ma allo stesso tempo proiettando la musica verso il futuro, utilizzando un guitar riffing a mio avviso di altissimo livello, il più elaborato mai concepito dalla band romana, parti sintetizzate di archi a fare da tappeto e a rendere il tutto più drammatico ed oppressivo ed un drum work triggerato a dovere e dannatamente imponente.
E' la maestosità di "Disgust and Rage (Sic transit Gloria Mundi)" che dopo la breve intro dark ambient "Armageddon" ci conduce all'interno di questo album sopraffino. Dramma e tragedia fatta musica, la fine del mondo sintetizzata in un riffing gelido e preciso come la falce della morte; in un alternarsi di atmosfere surreali, inserti drammaticamente teatrali; un alone di cupa oscurità che avvolge un mondo distrutto, coperto dalle macerie della sua stessa esistenza. Un brano che non esito a considerare uno dei migliori mai scritti da Fabban e soci. Ma non temete, non è l'unico in questo album; il successivo "A Dog-Eat-Dog World" non è affatto da meno; il gusto per le atmosfere e per le fortissime emozioni stranianti ha preso il sopravvento sull'utilizzo dell'elettronica più pura, e questo lo trovo un passo importante e fondamentale nel cammino artistico e spirituale della band romana. Splendidi, ma davvero splendidi, i riff di tutto il lavoro, disegnati sapientemente, concepiti in maniera magistrale; niente è lasciato al caso, nemmeno il minimo dettaglio, il più piccolo passaggio; tutto qui ha un senso compiuto ed una funzione importante. Avanti allora con la prossima: "Ruinrama Kolossal S.P.Q.R.", altro brano splendido, costruito prevalentemente su parti più cadenzate e marziali ed impreziosito da uno dei riff migliori dell'intero lavoro. Un viaggio profondo e intimo; un qualcosa che è difficile da spiegare a parole ma va provato sulla propria pelle.
La title-track "Generator" è un altro capolavoro di inestimabile valore e bellezza. Magnifico ed altamente evocativo il riffing posto in apertura; e ci tengo ancora una volta a sottolineare questo fattore: la ricerca di atmosfere sofferte e profondissime è l'obiettivo primo degli Aborym di oggi; un obiettivo che a mio modestissimo parere è stato centrato completamente. Maestosa e dirompente, sinuosamente Black Metal, ma con un occhio sempre fisso al futuro, al gelo interstellare, alla morte della coscienza e dell'anima. Andare avanti a descrivere tutte le altre tracce rimanenti non credo abbia molto senso; il livello qualitativo è dieci spanne al di sopra della maggioranza delle uscite degli ultimi tempi; mi preme solo ricordare che Attila Csihar ha voluto cantare un brano di "addio" anche su questo lavoro e si tratta della penultima "Man Bites God", song che presenta un incipit industriale e che al suo interno riporta parti atmosferiche davvero splendide. Della voce di Attila non credo sia il caso di fare una recensione, tutti conoscono il valore di questo personaggio storico e fondamentale nel panorama Black Metal.
Beh, ho già scritto tantissimo e a dire il vero potrei andare avanti ancora per ore ed ore... Ho ascoltato questo album molte volte prima di scrivere questa recensione, ho voluto cercare di capirne ogni più piccola sfumatura, ascolto dopo ascolto sono penetrato sempre più al suo interno, strato dopo strato... Non ho trovato nessuna imperfezione, nessun difetto, nessun punto debole ma solamente un album enorme, un lavoro di altissimo livello, l'ennesimo per una band che non pare conoscere la parola "fallimento". Non mi dilungo oltre, se siete o non siete fans degli Aborym non potete soprassedere di fronte a cotanto splendore e lucidità artistica. "Generator" deve essere presente sul vostro scaffale. Immenso.
Track List:
01. Armageddon (intro)
02. Disgust and Rage (Sic transit Gloria Mundi)
03. A Dog-Eat-Dog World
04. Ruinrama Kolossal S.P.Q.R.
05. Generator
06. Suffer Catalyst
07. Between the Devil and the Deep Blue Sea
08. Man Bites God
09. I Reject!
VERSIONE STAMPABILE

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