 | Nuclear Winter Pain Slavery And Desections Asgard Music 2003
Autore: delirium Letta: 813 volte Sito Ufficiale: Il Nostro Voto: 8.5
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Polvere.
E' quella che si respira nella cantine, mescolata alla muffa, un odore inconfondibile che si trova in qualunque cantina di ogni angolo della terra.
Evidentemente questo odore malsano e gradevole si respira anche nei seminterrati australiani, patria dei Nuclear Winter, e la polvere di quei luoghi arriva fino a noi, nascosta tra le note di questo "Pain Slavery And Desections"...
Ci troviamo di fronte un gruppo le cui notizie sono alquanto frammentarie e difficili da reperire, ma certamente è più eloquente la musica che esprimono di mille parole in proposito. Prendete quattro individui, dategli uno strumento a testa e suggeritegli di vomitare il proprio odio: questo fanno i Nuclear Winter, e non si accontentano di seguire lo spartito, ci mettono l'anima, se ancora non l' hanno venduta a Satana.
L'album contiene 15 pezzi, immediati, diretti, tutti di ottima fattura. Una rabbia continua, senza soluzione di continuità, uno sfogo profondo che raggela gli animi più insensibili, una spavalda manifestazione di astio indiscriminato. Le sonorità sono ultra grezze, la produzione è degna del peggior Transilvanian Hunger, la musica viene di conseguenza, suonata da chi ha molto da dire in fatto di misantropia.
Niente da segnalare sulle singole songs, sono tutte marce e cariche di violenza, e ognuna è ben riconoscibile dalle altre. Nessun arpeggio, nessun assolo, nessun virtuosismo di sorta, ma solo riffing malvagio e drumming martellante, ben integrati da uno screaming sguaiato di rara incisività.
Massimo supporto a questa band che a distanza di anni riesce ancora ad evocare le atmosfere cupe della Norvegia dei primi '90, a trasmettere le stesse inquietanti emozioni, ad impastarci la narici e farci lacrimare gli occhi con tutta quella polvere.
Se amate Darkthrone e sporcizia sonora affine, accogliete senza indugi questo inverno nucleare, ne resterete contaminati a morte.
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