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Ho già sentito parlare parecchio di questo titolo e credo di poter dire che non mi ha per nulla sorpreso il fatto che i Bathory si siano per l’ennesima volta riproposti in quella che oggi risulta essere l’unica loro veste riuscita, cioè quella epic-viking inaugurata non con l’ibrido “Blood, Fire and Death” ma piuttosto con "Hammerheart", vera ed indiscussa pietra miliare del genere.
Questo “Nordland II” segue guarda caso le direttrici del precedente, ma non vedo come altri invece hanno percepito sensibili diversità qualitative, certo un 2 canzoni di questo Nordland II sono un po’ dei riempitivi, ma l’alone di maestosità nordica non è per nulla sparito e Quorthon riesce ancora, grazie ad uno schema che ben conosce, a tenere desto l’interesse dei suoi fans.
La cosa più certa è che la sua ispirazione non era a mio modo di vedere tale da giustificare l’uscita di due album a così breve scadenza l’uno dall’altro, poteva benissimo, sebbene sarebbe stato guarda caso meno conveniente, presentare alle stampe un solo cd veramente degno dell’eccellenza dell’indimenticato capostipite. Non nascondo l’impressione che questi Bathory così pomposi e puntuali risichino decisamente di diventare una sorta di Manowor, ma il fatto che forse li rende meno fastidiosi è che Quorthon non suoni live e non si lasci andare a affermazioni altisonanti.
Ho sentito parlare di voce andata, ma mi sembra che anche il precedente Nordland non presentasse proprio una performance esente da sbavature, in fondo il cantato dei Bathory non è mai stato così preciso ma ha sempre avuto il suo fascino nella spontaneità.
I punti deboli emergono sicuramente nella permanente sensazione di un Deja-Vu o di una continuazione piena di richiami quali i mai arcinoti cori, che posso lasciare talvolta interdetto l'ascoltatore, ma consiglio comunque a tutti coloro che li hanno apprezzati da dare un ascolto a questo lavoro e giudicare da se, perché credo che non si tratti né di un capolavoro né di un bidone, io ho saputo apprezzarne la compattezza e credo che nasconda ancora un barlume della essenza delle, in questo caso è adatto proprio dire, glorie del passato.
Track List:
01. Fanfare
02. Blooded Shore
03. Sea Wolf
04. Vinland
05. The Land
06. Death And Resurrection Of A Northern Son
07. The Messenger
08. Flash Of The Silverhammer
09. The Wheel Of Sun
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