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Secondo capitolo per la leggenda svedese questo "The Return" viene un pò ignorato, potremmo dire preso meno in considerazione, forse perchè si trova tra 2 capolavori quali "Bathory" e "Under The Sign Of Black Mark", ma personalemnte non credo prorpio sia giusto laciralo fuori! Non si discosta molto dal suo predecessore, nemmeno come struttura dei pezzi, ma sinceramente lo ritengo un passo avanti rispetto al primo, una sorta di album di passaggio che poi culminerà nel suo successore. La track list e' composta da un 11 pezzi, essenziali e diretti come sempre... Ma si scorge un qualcosa in più nel suono, i brani paiono leggermente più aperti, elaborati (se così se ne può parlare) e alcuni cominciano a spiccare un pò di più rispetto agli altri, ad esempio "Born For Burning" e "The Return Of Darkness And Evil". Ma non è solo questo, anche questa seconda creatura del genio Quorthon ha un qualcosa di davvero unico, infatti non si distingue solo per una struttura leggermente più studiata, ma il suono del disco è ancora più ruvido del precedente! L'incessante batteria che non da un attimo di tregua è rimasta quella, non ha perso nulla del suo smalto, le ritmiche sembrano essere diventate più oscure, tetre, e la voce è diventata più roca, sporca... Dà un'idea di soffocamento! Tutto il suono del disco trasmette l'impressione di sprofondare nelle viscere della terra per poi non poter risalire mai più! Personalmente ritengo i primi tre album dei Bathory un qualcosa di inscindibile... penso che andrebbero ascoltati tutti e tre di seguito per poterli apprezzare appieno! Altro tassello nella storia del metal estremo dunque che ha fatto la sua parte in un modo un pò strano, forse più importante per il particolare suono che possiede che per il disco vero e proprio in se; questo non significa che non contenga songs valide sia chiaro... Anzi tutt'altro...! Comunque sia personalmente lo ritengo da avere... Un'altro giro nell'oscuro regno degli inferi!
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