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 | Astarte Doomed Dark Years Black Lotus Records 1998
Autore: Demonaz Letta: 1180 volte Sito Ufficiale: http://astarte-site.cjb.net Il Nostro Voto: 7
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Album di esordio per il combo greco la cui principale particolarita', che non passa inosservata, e' quella di essere una all-female band. Nel panorama black metal si erano sentite cantanti esibire ottimo screaming ma una band di sole donne non aveva mai fatto la sua apparizione prima di allora. Kinthia, Nemesis e Tristessa sono il nucleo della band, supportate da sessionists che ricoprono i ruoli "vacanti" (principalmente il drumming). L'album ha molti motivi per attirare l'attenzione di ogni blackster che si rispetti. Oltre ad essere un album di una band all-female e' anche un debut, senza dimenticarsi che la scena greca ha sfornato una band interessantissima come i Rotting Christ.
Gia' al primo ascolto la prova alla voce di Kinthia si rivela buona, ma anche il resto della band e' all'altezza della situazione. La produzione si rifa' al classico stile black metal: molto grezza ma leggermente piu' calda del solito. Il problema principale di questo album e' la mancanza di personalita'. Dal sound alla produzione alla struttura delle songs tutto conferma l'impressione di avere gia' sentito altrove canzoni simili. Le song non sono brutte, assolutamente. Contengono spunti interessanti ma non riescono a affondare il colpo. Sembra che manchi qualcosa. Non c'e' una cieca violenza, non c'e' un vero e proprio muro sonoro. Le Astarte giocano con tastiere e riff lenti che si contrappongo ad un tappeto di tutto rispetto ma questa soluzione non convince appieno. Se infatti la scena sonora dipinta e' molto lenta e malinconica, lo sfondo non e' cosi' violento e grezzo come in transilvanian hunger o altri episodi norse.
Non ci sono tracce meno riuscite, tutte quante non si discostano molto dallo stile di riferimento. Da citare "Empress of the shadow land", che dopo un inizio molto soft, si trasforma e ci presenta 5 minuti suonati ed interpretati come si deve. Non saranno il massimo della violenza o dell'innovazione ma le nostre ci sanno fare. Buona anche l'ultima song "Rise of Metropolis", particolamente interessante e con spunti melodici che non saranno apprezzati dai fanatici del true norse black metal ma sicuramente rendono le Astarte piu' originali. Un album certamente non fondamentale nel quale le Astarte fanno il loro onesto lavoro, senza spunti particolari o difetti evidenti. Le tre ragazze sono un caso unico nel panorama black metal, se solo riuscissero ad essere cosi' particolari anche dal punto di vista musicale...
Tracklist:
1. Passage to eternity (plelude)
2. Voyage to eternal life
3. Thorns of Charon(pt1) -Astarte's call
4. Doomed Dark Years
5. Thorns of Charon(pt2)-(Emerge from Hades)
6. Thorns of Charon (pt3)-(Pathway to unlight)
7. Empress of the shadow land
8. The rise of Metropolis
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