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 | Elffor From The Throne Of Hate Northern Silence Productions 2008
Autore: matma Letta: 2139 volte Sito Ufficiale: http://www.elffor.com/ Il Nostro Voto: 7
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E continua l'opera di "riscoperta" da parte della Northern Silence dei Baschi Elffor che qui ri-registrano completamente il loro terzo album datato 2004 con una nuova veste grafica, nuovo booklet e due bonus tracks a rendere più appetibile il piatto in tavola. A differenza del già recensito "Sons Of The Shades", altra riedizione del secondo album del 2002, questo "From The Throne Of Hate" è più cupo, più dark e lo scream malsano di Eöl lo rende più "Black" anche se a tratti in quanto naturalmente il tema predominante è la musica Folk Medievale che anche in questo caso ammalia l'ascoltatore trasportandolo in questo viaggio fantastico in antichi borghi, tra castelli, colline, foreste misteriose e cime innevate sovrastate da enormi aquile corvine.
"From The Throne Of Hate" è un disco epico e fiero, ma allo stesso tempo malinconico e desolato; un ambient oscuro e freddo fa da colonna portante a tutto il resto; sia esso inteso come lo scream ruvido e battagliero di Eöl o come la chitarra elettrica che, in secondo piano (e praticamente sempre in secondo piano), tesse trame altrettanto oscure e fredde; o una batteria marziale ed ossessiva. Difficile trovare accostamenti con altre opere; il mood è piuttosto vicino a qualcosa dei nostrani Fear Of Eternity, ma il prodotto da cui ne deriva è sostanzialmente differente; quindi di difficile accostamento. Il Burzum dell'ultimo periodo Ambient potrebbe trovare qualche punto d'incontro in qualche passaggio di questi dieci momenti, così come il Vinterriket meno Dark Ambient, quello più "solare" di lavori come "Und Die Nacht Kam Schweren Schrittes" o più Black come "Finsternis", ma l'accostamento è solo un modo per "inquadrare" Elffor e la sua musica qui proposta; nessun paragone con i nomi appena citati. L'aura funerea e glaciale è comunque una costante, anche nei momenti che paiono più "limpidi" c'è sempre dietro l'angolo il tempo della tragedia, della desolazione, della morte. I brani alternano comunque piuttosto equilibratamente momenti Ambient con innesti Black Metal o comunque parti in cui Eöl esplode la sua rabbia, seppur su tappeti di archi sintetizzati, flauti, chitarre acustiche ed altri strumenti Folk.
Difficile fare recensioni di lavori come questo; a metà strada tra l'Ambient, il Folk e con qualche passaggio Black Metal qua e là ad "arrotondare" un po' il tutto. Difficile perchè è un tipo di musica che, forse più di altre, resta legato ad ognuno di noi in maniera differente; soggettivo senza mezzi termini. Come dicevo all'inizio della recensione sicuramente un disco "più black" della precedente ristampa, ma sostanzialmente lo stile resta invariato. Non riesco nemmeno a dire se migliore o peggiore, semplicemente una continuazione, un momento successivo, la naturale evoluzione. Esclusivamente per gli amanti del genere; per gli altri un ascolto preventivo è d'obbligo.
Track List:
01. Old
02. Rare Woods
03. My Hatefull End
04. Echoes of the Past
05. Upon the Barbarian Woods
06. Grimmest Winternights
07. The Essence of Hate
08. Wicked Shadows
09. Mysterious Dawn
10. Ancient Rebirth
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