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Dilatato, etereo e disturbante; questo il succo concentrato e strizzato di "Unconquered", opera concepita e prodotta dalla mente unica del canadese Eric Quach, autore di tutto, chitarre, synth, effetti e drum machine. Una colonna sonora emblematica, sopita e misteriosa, un ambient sperimentale costruito su tappeti sonori mistici ed onirici, poche note qua e là, un colpo di rullante, atmosfere plumbee e monolitiche; parti marziali e stranianti, musica concettuale. E' anche difficile fare qualunque tipo di accostamento, la "musica" qui proposta è molto distante da quanto solitamente trattato in questa webzine, anche in questa stessa sezione; i brani sono tutti piuttosto lunghi e l'evolversi degli stessi è lento e metodico, occorre tempo e situazione adatta per mettersi all'ascolto di questo lavoro, occorre apertura mentale estrema e capacità di adattamento.
Le atmosfere ricreate sono fredde, lontane, distanti; surreali e irreali. Ci sono momenti più "movimentati" come ad esempio nella terza traccia "Warchitects" o la conclusiva "Empire", ma il resto è davvero difficile da catalogare, poche note per una struttura davvero minimale dove la musica cessa di essere tale per trasformarsi in paesaggi, abbozzi, soffi di vento. Un lavoro troppo intimista per essere apprezzato da tutti allo stesso modo, così come le interpretazioni che gli si possono dare sono molteplici. Non mi sento di darne una mia, non sarebbe nemmeno corretto. Consiglio a chi è interessato ad un viaggio onirico di questo tipo di ascoltare qualcosa sul MySpace della band prima di procedere con l'acquisto. Un disco difficile sotto molti punti di vista, sicuramente per pochi.
Track List:
01. Immobilization
02. Battlefield arkestrah
03. Warchitects
04. The sun destroyers
05. Death of a sailor
06. The great escapist
07. Mercenary flags
08. Empire
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