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"Dive Into The Wastewater..." – Barbarian Wrath, 2004 - altro non č che la raccolta delle prime due storiche demos di questa cult-band proveniente da Plzen (Rep. Ceca), fondata nel 1998 per opera del controverso Lord Morbivod, unica mente dietro al progetto Stiny Plamenu, scrittore della totalitŕ delle musiche e dei testi e ai tempi unico performer. La particolaritŕ di questo eccentrico progetto č lo svilupparsi all’interno delle varie opere di un concept ambientato nelle fogne della cittŕ dove, tra le tubature, i canali di scolo e la sozzura prendono forma intrighi piů o meno probabili che coinvolgono le varie dramatis personae partorite dalla fervida immaginazione di Morbivod, tra le quali troviamo la Lady of the Waistworks, il Duca di Libkan e il Cesspool Master. Come potrete capire l’intera opera č in perenne bilico tra il serio e il faceto, e le numerose foto fatte tutte all’interno delle fogne che si trovano all’interno del booklet e in copertina non fanno altro che rafforzare il concetto.
Il disco, della durata complessiva di piů di un ora parte per l’appunto con la prima demo autoprodotta del 1999, "Blackmetalove Peklo ve spine kanalizacni vody" (Black Metal Hell In The Dirt Of Wastewater), e fin dalle prime note sono chiare sia l’inesperienza dell’artista quanto la passione per il genere proposto; i suoni sono melmosi, (come si addice del resto ad una storia ambientata nelle fogne!), il riffing č generalmente buono anche se abbastanza immaturo, il songwriting č troppo eterogeneo, a tratti epicheggiante, a tratti raw e a tratti molto groovy. Diciamo che sicuramente ancora non si avevano le idee chiare al tempo e il tutto non era di certo aiutato da una registrazione comunque paludosa, dai suoni molto bassi e cupi. A favore del lavoro proposto troviamo in compenso un buon uso, anche se minimale, delle tastiere, un buon drum-programming, qualche riff coinvolgente e qualche buon arpeggio, ma soprattutto un uso davvero ispirato delle vocals, le quali godono, oltre che di una buona tecnica, anche di una vasta gamma di soluzioni; Lord Morbivod passa infatti agilmente da uno screaming molto personale, acuto e graffiante, a voci pulite mai troppo pompose e una tantum anche ad un growl molto canonico ma comunque efficace.
La prima demo scorre cosě tra episodi piacevoli e altri meno convincenti fino alla traccia numero dieci, dove inizia il secondo lavoro, uscito originariamente nel 2000, “Pokles do temnot kanalizacnich hlubin” (DescendInto Darkness Of The Sewer Depths) sempre di produzione autonoma. Qui il discorso cambia sostanzialmente; giŕ dal primo episodio, la title-track, si puň respirare un aria completamente differente: le chitarre sono molto piů incisive, la batteria piů potente e soprattutto il complesso č molto piů omogeneo e godibile, grazie anche all’aggiunta di una chitarra solista usata in maniera intelligente e di un basso molto piů presente e udibile all’interno della struttura delle songs, le quali perň riescono a non perdere quel alone di marciume e di underground fin troppo presente nella precedente release. Da notare inoltre la scelta di cantare esclusivamente in lingua madre, che personalmente ritengo particolarmente adatta ad un genere oscuro come il Black Metal. I suoni sono leggermente piů curati anche se forse le chitarre soffrono della eccessiva presenza degli alti, creando cosě il comunque godibile effetto “Graveland”, band verso la quale si puň sentire qualche riferimento all’interno del lavoro qui proposto anche se, volendo essere precisi, il sound degli Stiny Plamenu č sicuramente piů riconducibile ad un certo filone est europeo, e quindi a bands come Root - anche loro casualmente originari della repubblica ceca -.
Chiude l’opera una bonus track esterna alle vicende del concept e tirando le somme si puň dire che la band abbia confezionato un buon prodotto, stilisticamente molto personale e interessante. L’utilitŕ di ascoltare “Dive Into The Wastewaters...” si estrinseca nel piacere di seguire l’evoluzione di questo gruppo durante i primi anni di vita; il mio consiglio č infatti nei limiti del possibile, trattandosi di un cd limitato a 666 copie, di procurarsi questa raccolta, utile anche per farsi un idea di come suoni il Black Metal anche al di lŕ delle solite regioni piů avvezze a uscite di questo tipo.
Track List:
01. Visutá stoka smrti
02. Kanalizacní peklo ve víru cerné vody
03. Cerná stoka je hrobem všech svatých
04. Klenba prokleté kanalizacní stoky
05. Já pro stoky chci žít
06. Významné kanalizacní osobnosti a príšery
07. Rozhovor I.
08. Rozhovor II. - Satanovy kalové hody
09. Déšt kanalizacních poklopu
10. Pokles do temnot kanalizacních hlubin
11. Vodárenská mafie
12. Príjezd Vévody z Libkanu
13. Zurivý monolog Syna Poklopu (znicení vodárny)
14. Procitnutí Pána z Cistírny (zabití vodárenské paní)
15. Šedá pohrební zvradla
16. Cosi podivného se stalo ve stoce
17. bonus: Valba poklopu stokou
VERSIONE STAMPABILE

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