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Aeternitas Tenebrarum Music Foundation

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2945355 pagine viste dal      09.08.05
BMOL ver.5.0 by MatMa
 


Malleus Maleficarum
Nothing left to fight for
Aura Mystique
2006




Autore: Fenrir
Letta: 2749 volte
Sito Ufficiale: http://www.malleus-maleficarum.org/
Il Nostro Voto: 8.5

Dal 1997 i Malleus Maleficarum (nome preso dal trattato sulle streghe scritto nel 1486) rappresentano ormai un nome di qualità nel vasto panorama del Black Metal, riuscendo a ergersi sopra la moltitudine grazie alla qualità di ogni nuovo lavoro che da solo è in grado di spazzare via un quarto delle altre uscite, perlopiù composte da bambocci in vena di face-painting e ribellione. Questo nuovo "Nothin left to fight for" è, come si evince da queste poche righe di introduzione, un lavoro ottimo, che dosa sapientemente esperienza, personalità, marciume sonoro, melodia e atmosfere. I Melleus Maleficarum sono riconfermati tra i migliori portavoce del Black Metal transalpino, che ormai da anni sforna band di altissimo livello del calibro di Peste Noire, Ad Hominem, Crystalium e diversi altri ancora.

Dopo una breve intro stile marcetta militare, parte "Délivrance", un’ottima canzone, in cui ci si sorprende una volta tanto di ascoltare una band Black Metal col senso del ritmo (batteria ottima) e una certa tecnica che evita di molto le solite schitarrate "a zanzara". "Malleus Maleficarum" e "Les Traces" rappresentano il mio dittico preferito all'interno dell'album. Incalzanti, potenti, alternano sapientemente parti furiose ad altre più "melodiche", rallentate e atmosferiche. E' proprio in band come queste che si respira ancora un certo tipo di "Old Black Metal" che col tempo è andato perdendosi in un tripudio di plagi e ostentazioni, tant’è che oggi come oggi non si capisce più molto bene dove stia il Black Metal e dove la merda. "Les Vestiges De Mon Amertume" è un pezzo atmosferico, certamente inserito a metà album proprio per far riposare l'orecchio dell'ascoltatore che, dopo sfuriate e voci dannate, potrà godersi un pezzo in cui a predominare sono le note malinconiche e nebbiose di una chitarra classica, con in lontananza qualche riff di chitarra elettrica. L'impressione generale che viene trasmessa è quella di un cimitero medievale avvolto dalle nebbie, dunque in perfetta sintonia con le tematiche e le atmosfere del disco. La successiva "Écorchés" non si discosta granché dalle precedenti canzoni: inizio rallentato, quasi doom, poi via via prende velocità e ritmo ben sostenuto, intervallando qua e là con intermezzi di chitarra classica. In "Le Vice Comme Volonté ..." e Rnella successiva "... La Perversion Comme Représentation" viene scimmiottato (o trasfigurato, dipende dalla volontà della band) la celebre opera "Il Mondo Come Volontà E rappresentazione" di Schopenhauer. Attacchi sonori più furiosi che nei precedenti pezzi la prima, decisamente più inquietante e atmosferica la seconda. Peccato non avere sotto al naso i testi; rigorosamente in francese; comunque sia. Chiudono il lavoro "Deviant" e la title-track "Nothing left to fight for", che chiudono magnificamente un album di grande qualità, certamente consigliato a tutti gli estimatori di quel Black Metal puro che è andato a quel paese da qualche anno a questa parte.


Track List:

01. Introduction
02. Délivrance
03. Malleus Maleficarum
04. Les Traces
05. Les Vestiges De Mon Amertume
06. Écorchés
07. Le Vice Comme Volonté ...
08. ... La Perversion Comme Représentation
09. Deviant
10. Nothing Left To Fight For


VERSIONE STAMPABILE

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2002
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Aura Mystique
2006
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