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Questa recensione sarebbe dovuta uscire già nell'aggiornamento pre-estivo, ma per vari motivi non siamo riusciti ad inserirla per tempo e per questo chiediamo scusa alla band e a quanti avrebbero voluto leggerla già tempo fa. In ogni caso eccoci qui a parlare dei Ritual Of Rebirth, band che negli ultimi mesi si è messa in mostra anche per aver suonato durante le due date italiane dei mostri sacri Cynic e che presto tornerà a calcare i palchi di spalla ad altri nomi altisonanti come Vital Remains e Malevolent Creation. I Nostri fanno parte di quella schiera di bands dedite a sonorità Death Metal melodiche, qualcosa che ricorda il Death Svedese e può portare alla mente nomi come Soilwork, Darkane, In Flames e co; ma in chiave più tecnica, più "fantasiosa" ed al momento direi anche più incazzata. La band, per chi non lo sapesse, è italiana ed ha prodotto questo disco dopo un solo demo risalente ormai a 5 anni fa.
Da "Shapeless" a "Shame On Me" è un susseguirsi di pesanti martellate metalliche, riffing adrenalinici, stacchi e ripartenze, cadenze in stile "macigno" e accelerate thrash; il tutto inframezzato ovviamente da cori in clean vocals e assoli davvero degni di nota. La sezione ritmica picchia che è un piacere, mettetevi a palla ad esempio la quarta "Compromise Does Fail" e godete di un assalto thrash di quelli che vi rifanno la pettinatura in pochi secondi; e poi tecnicismo, tempi dispari, tentazioni prog; la voglia forse di seguire bands come Cynic e, per restare in Italia, Sadist, ma di seguirli a debita distanza, non travisando del tutto gli intenti principali che sono quelli di demolire e devastare ogni cosa sul proprio cammino. Lo scream di Mr. Ale Goria non lascia dubbi in merito, così come il drumming chirurgico di Daniele. Le due chitarre giocano a rincorrersi e a scambiarsi di posto, tra soli funambolici e ritmiche forsennate. "Memories" è un altro brano degno di nota; partenza non devastante ad onor del vero, ma la ripresa è eccezionale e ci regala una ritmica che ricorda i Sepultura dei tempi di Roots, il tutto ovviamente rivisitato in chiave più tecnica e moderna. La produzione è pulita, perfetta e mette in risalto ad ogni passaggio ogni singolo dettaglio. Il basso, l'unico che ancora non ho citato, è preciso e tagliente, tecnico come il resto dell'ensamble. Citerei ancora la meshugghiana "We Don't Listen", costruita su ritmiche assurde e dissonanti; la prorompente e diretta "Stone", momento più "alternativo" se vogliamo usare un termine usato spesso nelle recensioni "moderne"; e la conclusiva "Shame On Me", pezzo da perfetto headbanging sotto il palco, tra stacchi e ripartenze e cadenza micidiale si nascondono chitarre pulite ed un cantato in clean aggressivo e alcolico.
Nient'altro da comunicare se non che il disco è scaricabile interamente e gratuitamente dal sito ufficiale della band all'indirizzo www.ritualofrebirth.com e che quindi invito tutti voi a fare vostre queste canzoni al più presto. Se poi invece volete supportare questa band, ed io me lo auguro, potete sempre acquistare il cd, e all'interno troverete anche una traccia video di circa mezz'ora con il "making-of" del disco; divertente e interessante, la vita in studio di questi 5 folli Metallari! Un inizio notevole, un disco che "spacca" tanto per usare un altro termine tanto in voga, ed una band Italiana che sotto l'ala protettrice della Nadir Records, di proprietà guardacaso di Trevor e Tommy dei Sadist, saprà, ci auguriamo, venire fuori al più presto con un altro disco ancora più micidiale e personale di questo. Avanti così!
Track List:
01. Shapeless
02. The Japanese Syndrome
03. Random Hate
04. Compromise Does Fail
05. Disconnected
06. Toy
07. Memories
08. We Don't Listen
09. Desire
10. Stone
11. Last Pulse
12. Shame On Me
VERSIONE STAMPABILE
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