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Pilot [Man With The Meat Machine] è un disco che lascia basiti, anche se si conosce il passato più prossimo dei Thee Maldoror Kollective, forse soprattutto se lo si conosce. Aspettarsi qualcosa del genere è comunque ben lontano da ogni possibile fantasia e previsione; un gruppo che avevamo lasciato con "A Clockwork Higway", disco che, personalmente, mi aveva lasciato l'amaro in bocca per quello che poteva essere e non è stato. Bene, ora è, è tutto ed anche di più. Perché con "Pilot" i Thee Maldoror Kollective hanno davvero superato ogni limite, nel bene o nel male che sia, ci troviamo di fronte a qualcosa che trascende ogni canone musicale, dove è il jazz a farla da padrone, quel jazz delle origini che veniva ancora suonato con pianoforte e contrabbasso in locali poco illuminati da negri mai pagati per le loro performance, prima che arrivassero i bianchi a stuprarlo con i loro ipertecnicismi.
Abbiamo il Jazz ma abbiamo anche il cinema e l'elettronica, ed è appunto il cinema a porsi come fonte d'ispirazione principale di questo disco, quasi a farlo diventare una sorta di raccolta di colonne sonore per film mai realizzati, ed una componente fondamentale in ciò la giocano anche i numerosi sample vocali presenti, tra flavour noir e western futuristico, e penso che nessuno possa restare indifferente davanti a tracce come "The Night Mr Clenchman Died" o "Man With The Meat Machine", tracce che mostrano più chiaramente di tutte le altre le due anime che convivono su questo disco, dove l'influenza visiva ora di Lynch, ora di Ford si fa viva e palpabile. Un disco forse non ambient in termini propriamente musicali, ma qui la musica si trascende, in quanto l'ambient stesso dovrebbe essere, concettualmente, la colonna sonora del film che il compositore ha nella testa. La componente elettronica è, invece, solo un chiaro retaggio dei tempi passati, lasciata oggi molto in secondo piano rispetto a quella più calda ed emozionale degli strumenti veri, ma che comunque torna prepotentemente a galla in tracce dall'enorme evocatività come "Welcome To The Golden Dove Society", o nei passaggi più cadenzati come "A Gasoline Hero". Ed in tutto questo il plauso, stavolta doveroso, al gruppo è che il tutto esce dalle casse con una naturalezza non comune, come non comune è la carica evocativa del pattern, veramente molto elevata – che si parli di emozioni positive o negative.
Track List:
01. Exile In Serenity
02. Microphones & Flies
03. Zombie Children Do Synthetic Dreams
04. Welcome To The Golden Dove Society
05. The Night Mr Clenchman Died
06. The Modernist Matador Mansion
07. Mauve Molls Moonlanding
08. Man With The Meat Machine
09. A Gasoline Hero
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