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2908178 pagine viste dal      09.08.05
BMOL ver.5.0 by MatMa
 


Sadist
Sadist
Beyond Productions / Masterpiece Distribution
2007




Autore: matma
Letta: 2655 volte
Sito Ufficiale: http://www.sadistribe.com
Il Nostro Voto: 9

Era uno dei ritorni più attesi dal sottoscritto, Italia o resto del mondo non importa, il come-back dei genovesi Sadist lo attendevo con grande interesse e speranze. Sono stati nella prima metà degli anni '90 una delle più innovative bands del panorama estremo tutto, anticipando i tempi e mettendo sul piatto una musica forse ancora troppo difficile da comprendere e per questo senza ottenere il giusto riconoscimento. Ma i tempi sono cambiati, negli anni le persone hanno saputo rivalutare i Sadist e soprattutto i loro primi 2 album, ormai incensati dalla critica di mezzo mondo, come dei veri e propri classici del genere. Dire "Progressive Death Metal" o "Technical Death Metal" è decisamente troppo poco; la band ha da sempre navigato si in questo mondo, ma mettendoci dentro sonorità tribali, jazz, partiture impossibili, splendidi momenti tastieristici e tanta, ma davvero tanta classe, tonnellate di classe... Ed oggi? Come per tutte le reunion si nutrono tante speranze ma anche tanti dubbi...

Ebbene non temete, se avete avuto dubbi o paure li potete tranquillamente accantonare; Trevor, Tommy e co sono tornati quelli che erano; le modernità non hanno tentato i nostri ed il tempo ce li ha resi così come erano partiti con "Above The Light" e "Tribe", tralasciando il passo falso di "Lego", come a voler cancellare un errore, un incidente di percorso anch'esso ormai lontano...

Bastano davvero pochi istanti, giusto il tempo di entrare nel mood dell'opener strumentale "Jagriti" ed il sorriso ci si stampa subito sul volto... Questo è il sound dei Sadist, questi tamburi tribali, queste emozioni, sensazioni... Non ci sono dubbi... E "One Thousand Memories" ci rispedisce ancora più violentemente nel passato. Non fraintendetemi, non è un album auto-celebrativo, i Sadist non hanno commesso l'errore di scrivere un disco identico ai due già citati, ma sono andati oltre, sono partiti da quei capolavori inarrivabili ed hanno evoluto il loro modo di intendere la musica, forse ora anche più cattiva e dirompente che in passato. "I Feel You Climb" ne è un esempio più che lampante; ritmiche spezzate, cambi di tempo, riffing nervoso, drumming chirurgico e la voce graffiante di Trevor che non accenna per nemmeno un istante a cedere a qualche sorta di ammorbidimento. "Embracing The Form Of Life" si prodiga in un intermezzo jazz-prog che è un'altro altissimo momento di questo disco che cambia faccia terribilmente in pochi istanti regalandoci davvero una perla dietro l'altra... "Tearing Away" è uno dei brani più importanti del lotto; capace di eguagliare a mio parere la bellezza ed i fasti del passato, a cominciare dallo splendido fraseggio di tastiere sino all'attacco frontale delle chitarre e dello scream ruvido di Mr. Trevor; progressiva oltre ogni limite, all'avanguardia ancora oggi, un metro sopra... E poi dai, tutte le altre... E' davvero necessaria una recensione track-by-track? "Kopto" è uno strumentale sognante, vellutato e incorporeo, "Excited And Desirous" riporta uno strumento esotico come il Sitar in un contesto estremo e violento e lo fa con grandissima classe e maestria, sia nell'incipit che nelle parti centrali in cui è ancora protagonista. "Different Melodies" è un complesso e tecnicissimo Jazz sino al minuto in cui riparte la cadenza e l'assalto; "Invisible" e "Hope To Bleed" continuano ad essere i classici brani dei Sadist, così come tutti gli altri... Mi arrendo, non so più come raccontarvi questo disco, anche perchè la musica dei Sadist non è mai stata facilmente "raccontabile"... Permettetemi solo di citare l'ultima traccia, ovvero la riedizione della storica "Sadist" qui interpretata ed arrangiata dal Maestro Claudio Simonetti (che nel caso qualcuno non sapesse chi fosse dico solo un nome: Goblin). Ed il Maestro è davvero un Maestro a tutti gli effetti, come i grandi geni il tempo non li consuma ma caso mai li rende più lucidi e capaci. Le mie parole a descrivere le note che fuoriescono dai tasti d'avorio in questa circostanza sono davvero del tutto inutili...

Ora la smetto, non posso davvero andare avanti, non ho altre parole così come mi sono trovato senza parole dopo il primo immediato ascolto che ho dato a questo ultimo capitolo dei Sadist. Certo, volendo fare un paragone con il passato glorioso allora forse questo omonimo album non tocca i livelli eccelsi dei primi due dischi, ma sarebbe stato troppo pretendere il contrario, ma gli si avvicina comunque moltissimo e soprattutto ci rende indietro una band ancora tra le migliori del mondo intero per quello che riguarda il Metal Estremo d'Avanguardia. Chi li conosce ha già questo disco da tempo (è qualche mese ormai che è fuori), chi non li conosce spero provveda al più presto con questo e con le ristampe dei primi due lavori... Un pezzo di storia nel passato ed una certezza nel presente. Il mio personale Grazie ai Sadist per avere ripreso l'attività... Che il futuro possa regalarci ancora grandi lavori come questo.


Track List:

01. Jagriti
02. One Thousand Memories
03. I Feel You Climb
04. Embracing The Form of Life
05. Tearing Away
06. Kopto
07. Excited And Desirous
08. Different Melodies
09. Invisible
10. Hope To Be Deaf
11. Sadist


VERSIONE STAMPABILE



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Cover
Recensione
Autore
Voto

Sadist
Above The Light

Beyond Productions / Masterpiece Distribution
2005
matma
10

Sadist
Tribe

Beyond Prod. / Masterpiece Distribution
2006
matma
10

Sadist
Sadist

Beyond Productions / Masterpiece Distribution
2007
matma
9

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