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Finalmente sono riuscito ad avere questo demo. Già diversi mesi fa puntai il dito su questa band definendola "promettente" senza stare a pensarci su troppo. Bene, come spesso mi capita, anche stavolta ci ho visto lungo, e ribadisco che i Furor Gallico promettono bene, molto bene, e che se continueranno a sfornare canzoni come queste, ce li troveremo a calcare palchi importanti assieme a band come Finsterfrost e Eluveitie.
Quattro canzoni, tutte estremamente orecchiabili e ben registrate. Due cantate in inglese, due in italiano –e questo non può che farci piacere, anche perché i testi, una volta tanto, sono belli. Come ben si evince dalla copertina, i Furor Gallico suonano un Folk Metal molto convincente. Voci pulite, growl e scream si alternano in continuazione, ora seguendo melodie più "folkeggianti", ora parti decisamente più "pesanti" e "tirate". I temi trattati sono inerenti bene o male al retaggio dell’Insubria, antica terra grossomodo identificabile nei territori compresi tra il Po e i Laghi Prealpini, abitata da popolazioni Celtiche ritenute fondatrici di Milano. L’aura di antichità è sottolineata – e qui sta la forza della band - dall'uso continuo ma non invadente di diversi strumenti tradizionali: arpa celtica, violino, bouzouki e molti altri. Un bel tripudio di sonorità folk e di dichiarazioni d’amore alle popolazioni celtiche, dunque.
Sulle canzoni non ho particolari preferenze; sono tutte belle, si possono ascoltare un’infinità di volte senza mai stancarsi. Tra le quattro quella che preferisco è "La Caccia Morta", ma è ovvio che è solo un mio parere personale. Nota finale: la voce di Pagan. Se su questo demo avesse cantato come cantava nelle tracce presenti sulla loro pagina myspace, non avrei esitato a bocciarlo con considerazioni del genere "se volete fare il salto di qualità, cambiate il cantante" e simili. Ora invece non posso non restare positivamente colpito dal miglioramento della sua ugola, finalmente all’altezza dei brani proposti.
Conclusione: i Furor Gallico sono una band su cui puntare. Il Nord Italia è una terra ricca di tradizioni e storie tra loro differenti, e l'esterofilia di chi infarcisce i propri lavori di richiami alla Norvegia sta diventando decisamente imbarazzante. Le nostre sono terre con un passato decisamente interessante e variegato, è tanto difficile accorgersene? Se ne avete la possibilità, pigliatevi 'sto demo; almeno avrete la prova che qualcuno se n'è finalmente accorto. Ora non ci resta che pazientare e aspettare qualche altro loro lavoro, sperando che ce ne saranno altri.
Track List:
01. The Gods Have Returned
02. La Caccia Morta
03. Cathubodva
04. Medhelan
VERSIONE STAMPABILE
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