RECENSIONE PRESA DA WWW.BLACKMETALONLINE.COM


Isolation
Isolation
Eisenwald Records
2008




Autore: matma
Letta: 807 volte
Sito Ufficiale: http://www.churchofisolation.net/
Voto: 7

In questo dischetto di circa 40 minuti sono racchiuse le cinque tracce delle precedenti due release della band, ovvero il demo "A Prayer For The World To End" del dicembre 2006 e l'EP uscito lo scorso anno "Hier am Ende der Welt"; più un intro ed un outro composte ad hoc per questa produzione. La band tedesca si presenta con la formazione di un duo: Johannes Schmid (ex-Mørkriket) alla voce, chitarre e basso e Albert Röhl alla batteria e ci propone una desolata e desolante miscela di Depressive Black Metal e di Doom, rispettando tutti i canoni dei generi citati; la drammaticità e la tragedia del Depressive e la pesantezza e la morbosità del Doom; il tutto farcito qua e la da qualche giro di "semplice" Black Metal.

La musica è di qualità, le melodie sono composte intelligentemente, arpeggi e riff si susseguono armoniosamente e l'ascolto è fluido ed affascinante; lo scream di Johannes è uno straziante e lancinante urlo di disperazione come pochi altri avevo sentito prima d'ora; le chitarre sono pesanti e graffianti; e la batteria sa pestare quando è il momento ma sa anche essere più vellutata e raffinata quando deve invece fare da contorno ad un arpeggio acustico. Dopo la breve "Introduction", è "Quiet These Colours Will Fade..." dal demo del 2006 ad aprire le danze: un brano assolutamente depressivo e nero, dove lo scream tragico citato poco fa riesce realmente nell'intento di gelare il sangue nelle vene del povero malcapitato ascoltatore. La batteria gioca su rullate e controtempi in maniera impeccabile e l'atmosfera generale che si respira è quella di una tragedia appena consumata ma ancora presente nell'aria. La successiva "Hier am Ende der Welt" fu la title-track del precedente EP e in quasi 10 minuti di strazio totale ci da la mazzata decisiva; introdotta da un arpeggio di chitarre pulite e da un giro di basso soffuso e delicato si immerge presto nell'oscurità tetra e fosca dell'umida nebbia autunnale di un cimitero per non riprendersi più... E l'arpeggio di chitarre pulite ed il giro di basso soffuso sono l'unica cosa presente nel successivo "Abschied", brano strumentale vellutato che per un attimo ci fa rialzare lo sguardo verso la luce: ma è una luce falsa, artefatta; solo le tenebre avvolgono questo luogo. "The Nameless And The Unnamable" è un pezzo di grande livello, pesante, molto Doom nell'incedere ma allo stesso tempo straziante e depressivo; sound grezzo e riffing minimale per altri quasi 9 minuti di frustrazione e dannazione. Lo screaming folle si alterna ad un profondo growling nell'incedere di un brano tutto da ascoltare. "Nur ein Moment" è l'ultimo brano prima di una breve outro strumentale / industriale; il brano forse più veloce del lotto, inizia rabbioso e velocissimo, con quelle chitarre polverose e cupe, per poi rallentare e diventare sempre più struggente e malinconico verso il finale.

Un disco che nel suo genere non può lasciare indifferenti chi questo genere lo apprezza; si tratta non di un nuovo lavoro ma di una raccolta di due precedenti dischi, quindi una sorta di compilation nell'attesa di un album nuovo di zecca che speriamo a questo punto non tardi a venire. Le premesse sono più che buone; l'oscurità che aleggia tra i solchi di questo dischetto sono eloquenti; la capacità di creare trame realmente cupe e drammatiche c'è; aspettiamo e speriamo di sentire presto nuovo materiale.


Track List:

01. Introduction
02. Quiet These Colours Will Fade...
03. Hier am Ende der Welt
04. Abschied
05. The Nameless And The Unnamable
06. Nur ein Moment
07. Outroduction

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