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Una cosa è certa: Kaiser Wodhanaz, membro unico dei francesi Ad Hominem ha le idee chiare, molto chiare. Nessun tentennamento nel descrivere la sua attività compositiva. Con all'attivo tre full length e una manciata di split sono una delle band più apprezzate nel panorama black metal di stampo NSBM, quindi orientato verso una certa ideologia che affonda le sue radici sul concetto di Odio con la O maiuscola e sulla diatriba sempre aperta riguardo il genere umano.
"Climax of Hatred" è l'ultimo lavoro ma non il migliore. Perché? Perché lui per primo sostiene che non si è mai arrivati e che la spinta a comporre sempre qualcosa di nuovo deriva dalla certezza che si possa comunque migliorare.
C: Credo che Ad Hominem si riferisca all'espressione ARGUMENTUM AD HOMINEM (In latino: argomento contro l'uomo, argomento inteso come contestazione alla persona). Quando e perché hai deciso di chiamare così la band?
K: Precisamente. L'ho scelto nello stesso momento in cui ho dato il via al progetto. La consonanza Latina mi piaceva e il significato che sta dietro alle parole era perfetto, poteva essere utilizzato nella giusta maniera. Ad oggi, il suo significato e le sue intenzione, possono cambiare in accordo con quanto scrivo e compongo.
C: Sei l'unico membro fisso della band e scegli altri musicisti release dopo release per registrare le trace. Prediligi quindi le collaborazioni ma non una line up definitiva. C'è una precisa ragione?
K: Quando hai il tuo piatto davanti agli occhi puoi permettere a qualcuno di assaggiare quello che stai mangiando ma mai che si impossessi del piatto in maniera definitive. Be', è la stessa identica cosa! E se suono con artisti che variano di volta in volta è perché in un certo senso ne ho bisogno. Solo che non posso pensare di dividere Ad Hominem con qualcun'altro. Anche perché quando ho incominciato a suonare ho capito che era molto più semplice farlo essendo da soli. E' qualcosa di più stabile... Ed eccomi qui.
C: La band ha iniziato a diventare famosa con "Planet Zog" ma c'è tutta una produzione che precede questa release che forse non tutti conoscono. Che cosa differenzia il primo demo e lo split con Cantus Beastia dal primo full e quali sono le differenze tra "Planet Zog" e la post produzione?
K: E' tutto abbastanza strano perchè lo split con Cantus Bestiae è stato composto dopo "Planet Zog" ma stampato prima. Quindi le tracce sono molto più vicine agli Ad Hominem di oggi rispetto al demo. Era già molto più omogeneo. "Omnes and Unum" (il demo) è stato un primo tentativo, in seguito ho cominciato a lavorare dandomi più regole, con maggiore razionalità.
C: Di che cosa parla l'ultimo full "Climax Of Hatred"?
K: Una semplice affermazione riguardo quello che mi circonda. Il mio stato d'animo rendeva necessaria la scelta di un termine di questo tipo per descrivere le mie sensazioni. Il titolo è comunque un non-senso dal momento che l'odio è una sensazione che mi avvolge sempre, anche se in certi momenti risulta maggiormente latente.
C: Quale è la filosofia che definisce la band e quale è il concept fondamentale che ruota intorno al progetto?
K: Ad Hominem è un modo per dare forma a tutta la negatività. E' dentro di me. Ed è stato sempre rivolto contro il nemico, di qualunque forma di negatività si tratti. Ad Hominem si pone ergendosi di fronte alla debolezza e alla mediocrità che prevalgono e schiacciano l'umanità.
C: Perchè le persone hanno sempre bisogno di etichettare la musica? Voglio dire, se dici Ad Hominem le persone pensano immediatamente alla scena NSBM e a tutto quello che vi soggiace. Perché non siamo in grado (parlo in generale) di ascoltare semplicemente la musica senza doverla necessariamente definire con termini precisi?
K: Perchè sono tutti dei perdenti. Basta dire che sei contro gli ebrei per essere etichettato come membro di una band NSBM. Ho parlato talmente tante volte di questo argomento che per quanto mi riguarda si possono fottere tutti.
C: Parole e Note. Quale è il legame tra la struttura prettamente musicale e le parole che vi si riferiscono? Cerchi sempre di armonizzare questi due aspetti? Lavori e componi su improvvisazione o pianifichi tutto ancora prima di cominciare?
K: E' abbastanza difficile da spiegare. Penso di decidere semplicemente quale testo si accosta meglio alle basi musicali già composte. Non ci sono regole. Ma tendenzialmente scrivo le parole mentre sto ascoltando la base. Quindi è tutto calcolato in questo mood. Qualche volta mi capita anche di avere delle idee nella mente, dei temi o semplicemente provo a scrivere impulsivamente e vedo che cosa ne esce.
C:Quale è il lavoro di cui sei più fiero ad oggi?
K: E' sempre quello che deve ancora essere composto, non avrebbe alcun senso creare in caso contrario.
C: So che hai degli ottimi rapporti con alcune band italiane e che state ponendo le basi ed iniziando a registrare tracce per un progetto chiamato Dead. Vuoi anticiparci qualcosa in proposito?
K: Dunque, Dead è un vecchio progetto a dire il vero, ho iniziato a comporre qualche anno fa. E' quel tipo di Black Metal che molte persone desiderano ascoltare. Stiamo attualmente registrando il primo full lenght. Dovrebbe essere finito per la fine dell'estate. Poi cercheremo un'etichetta. Il progetto coinvolge membri di Forgotten Tomb / Hiems / Frangar / The Tombers, Eternity / Wolfsmond, Gosforth etc. (e no, non siamo in 8 nella band...) Potete trovare maggiori informazioni su www.myspace.com/deadproject
C: Che cosa mi puoi dire riguardo il tuo side proect NearDeath? E' qualcosa che si discosta completamente da Ad Hominem ed è più focalizzato su sonorità ambient piuttosto che su partiture tipicamente black metal...
K: NearDeath è un progetto morto. Potete ancora dare un occhio a www.kaosthetik.com, ci sono ancora in giro alcune copie dell'unico 7'' prodotto.
C: Cerca di esprimere la musica di Ad Hominem usando solo aggettivi.
K: Non riesco a definire una cosa tanto grande usando degli aggettivi. Le parole sono troppo limitate per poter esprimere sensazioni ed emozioni, a mio avviso.
C: Sono certa del fatto che gli scrittori sentano la necessità di essere letti. Il loro desiderio più grande è di portare a termine un libro per venderlo affinché le persone possano adottare i loro personaggi. Molti scrittori sostengono infatti di percepire un distacco totale dalle loro creazioni narrative una volta che la stesura è portata a termine. E' come se uno esternasse quello che ha vissuto dentro di te per secoli. Vale la stessa cosa per un musicista?
K: Sono molto egocentrico quando si tratta di parlare di Ad Hominem ed in generale di tutte le mie creazioni. Credo di essere quello che meglio di tutti gli altri può comprendere le vibrazioni che emetto tramite musica. Nonostante tutto avere un feedback è importante (specialmente dal momento che stiamo anche parlando di lavoro) ma adoro la dimensione del controllo al di sopra dell'ascoltatore. Non sono d'accordo sul fatto che si compone per essere ascoltati, almeno non per me. Compongo perché ne ho bisogno. Devo creare per esternare i miei sentimenti. Ricorda che Ad Hominem è una mia creazione, nata per mio desiderio e per me soltanto. Gli ascoltatori sono schiavi, così come io sono schiavo di altri artisti. Questo non ha niente di pretenzioso, è semplicemente il modo in cui funzionano le cose. Permettimi di dire che le persone che sostengono di non saper ascoltare quello che compongono sono dei falsi o forse quello che creano è solo merda.
C: Cosa pensi della musica scaricabile da internet? La maggiorparte della band che appartengono al panorama BM stampano edizioni limitate perché alla fine pare essere per origine una musica concepita per pochi eletti. Quindi... collezioni vinili e cd o ti attacchi alla rete e scarichi quante più canzoni puoi?
K: Io scarico musica ed incito la gente a farlo perchè non c'è bisogno che posseggano il vinile o il cd. La rete è un ottimo strumento di propaganda. Non sono un collezionista anche perché non ho nessun interesse a possedere lavori che non valgono la pena di essere ascoltati. Dall'altra parte mi rendo conto quanto sia triste che le etichette e i negozi lottino ogni giorno per vendere un cazzo di cd o un vinile. I tempi stanno cambiando. Tutti devono trovarsi un nuovo lavoro quanto prima.
C:Quale è il tuo rapporto con la dimensione live e con I fans? Ti interessa che abbiano una buona opinione o la cosa non ti tange minimamente?
K: Non disdegno una chiacchierata con qualche persona interessante che non conosco ma non posso dire di sentirmi legato al pubblico che mi ascolta, anzi, mi irrita terribilmente quando qualche frontman si mette a parlare ai propri fans. Che senso ha? Uno dovrebbe dimostrare di avere una certa attitudine a Satana o all'Odio e poi si mette a fare l'amicone con tutti dal palco? Semplicemente penoso.
C: Progetti futuri?
K: Comporre, suonare dal vivo e crescere, crescere, crescere...
Line Up:
Kaiser Wodhanaz - Vocals, Guitars, Bass, Programming
Altar - Session Drums (Crystalium, Arkhon Infaustus, ex-Ultimatum)
Pwcca - Session Drums (Inkisitor, Eradication (Fra), ex-Christicide (Fra), Cantus Bestiae)
Valfadir - Session Bass (Noctis (Fra), Enimon Ni)
Per le sessioni live Kaiser si è affidato a membri della band francese Crystalium
Contact and website:
www.myspace.com/adhominemofficial
www.death-to-all.com
Intervista a: AD HOMINEM Autore: Carlotta Vissani aka EternalMoonshine Inserita il: 10-08-2007 Letta 1706 volte
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